Numeri rossi sotto sotto le confezioni!

Non vi siete mai chiesti cosa sono quei numeri rossi sotto le confezioni di prodotti?

Controllate le vostre confezioni di alimenti e guardate se trovate i famosi numeri rossi!

Bene come sapete, una volta che la confezione di prodotto non viene venduto dal supermercato, la stessa non viene sempre buttata via. Infatti i prodotti che si possono riciclare vengono pastorizzati nuovamente e rimessi in commercio fino ad un massimo di 6 volte uno per ognuno dei numeri rossi.

Infatti i numeri rossi che potete trovare sono 1 2 3 4 5 6.

Esempio pratico: la panna non viene venduta? Il commerciante la restituisce al produttore, che prontamente provvede a ri-pastorizzarla e ri-confezionarla, fino a 6 volte! provate a pensare quanto dura la panna confezionata prima che scada! 4 – 8 – 12 mesi?

Be se durasse 12 mesi, vuol dire che ri-confezionandola 6 volte la panna avrebbe circa 6 anni! Fantastico!

Quindi occhio a cosa comprate (e controllate i numeri rossi), con questo non dico che i prodotti sono sempre da scartare e non sono più commestibili, ma meglio fare un po’ di attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti!

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Storia di Louis Pasteur (wikipedia)

Louis Pasteur nacque a Dole nel 1822, nella regione del Giura francese. Suo padre, Jean Pasteur, era un conciatore e un veterano delle guerre napoleoniche. Egli crebbe nella città di Arbois dove iniziò gli studi. Poiché il collegio di Arbois non aveva un professore di filosofia, Pasteur si recò successivamente a Besançon dove si diplomò nel 1840 in lettere e in scienze, e divenne accademico dei filomati a Parigi[1].

Le attitudini e le potenzialità del giovane Louis erano state riconosciute dal preside della sua università, che gli suggerì di fare domanda all’École Normale Supérieure. Agli esami delle scuole normali Pasteur fu ammesso al quattordicesimo posto, ma poiché il risultato non lo soddisfece decise di fare un altro anno di preparazione: l’anno successivo si classificò terzo.

Il 23 agosto 1847 Pasteur sostenne le due tesi in chimica e in fisica sul dimorfismo, ossia la capacità di alcune sostanze, come lo zolfo, di cristallizzare in due sistemi differenti. Dopo avere esercitato brevemente come professore di fisica al liceo di Digione nel 1848, l’anno successivo divenne professore di chimica all’Università di Strasburgo, dove incontrò Marie Laurent, figlia del rettore dell’università.
Louis Pasteur nel suo laboratorio, dipinto di Albert Edelfelt (1885)
La sposò e insieme ebbero cinque figli, solo due dei quali giunsero all’età adulta. Nel 1854 si occupò della fermentazione delle bevande alcoliche e dei metodi per l’annientamento dei batteri talvolta presenti nei vini e nella birra. Qualche anno dopo iniziò invece a dedicarsi agli studi sulla generazione spontanea e sui microrganismi. L’8 dicembre 1862 fu nominato membro dell’Accademia delle scienze e in seguito presentato all’imperatore Napoleone III. Nel 1864 Pasteur vinse il premio dell’Accademia delle scienze francese per la dimostrazione della verità della teoria della biogenesi, a discapito della teoria della generazione spontanea. Qualche tempo dopo fu colto dal primo di una serie di attacchi di ictus che lo portarono poi alla morte.

È importante inoltre ricordare le ricerche eseguite da Pasteur sulle malattie dei bachi da seta iniziate nel 1865: egli mangiò

ad individuare l’origine della pebrina e conseguentemente ad ideare un metodo di prevenzione. Gli fu proposta anche la direzione di un laboratorio e di un istituto di sericoltura a Milano ma egli rifiutò per l’attaccamento alla propria nazione. Alla metà di aprile del 1871, ritornò ad Arbois per sfuggire all’incubo della guerra straniera e della guerra civile. Il 17 novembre 1873 affermava che l’alterazione della birra era dovuta alla presenza interna di organismi estranei.

Nel 1876 Pasteur tentò di ottenere un seggio al Senato ma con 62 voti perse l’elezione. In quegli anni furono importanti anche le sue considerazioni sull’asepsi e l’antisepsi nel ramo della chirurgia. Negli ultimi quindici anni di vita, dal 1880 al 1895 si dedicò allo studio del colera e del carbonchio negli animali da allevamento e del virus della rabbia nei cani e nell’uomo. Come riconoscimento, per la scoperta della vaccinazione carbonchiosa, gli venne offerto, dal Governo della Repubblica, il Gran Cordone della Legione d’Onore. Qualche settimana più tardi già si recava a Londra, al congresso medico internazionale, come rappresentante della Francia.

Il 14 novembre 1888 in onore dell’ultima scoperta di Pasteur venne inaugurato l’Istituto antirabbico chiamato con il suo nome. Morì il 28 settembre 1895 a Villeneuve-l’Etang a seguito di un ennesimo attacco di ictus. Durante l’intera vita, Louis Pasteur rimase un fervente cattolico. Una frase a lui attribuita dimostrerebbe la sua profonda devozione: “Ho la fede di un contadino bretone e per il momento in cui muoia spero di avere la fede della moglie del contadino bretone” (la Bretagna era nota per la religiosità dei suoi abitanti).

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